La Grotta di Santa Margherita a Castellammare del Golfo (quarta parte)
La Presunta Santa Margherita
In un riquadro, posto in risalto sull’intera composizione, è possibile osservare una figura femminile, dai lunghi capelli castani ondulati, nimbata e affiancata da due angeli (foto in alto). Purtroppo, gran parte della composizione, soprattutto nel settore inferiore, è compromessa e, pertanto, di difficile lettura, poiché ampie porzioni d’intonaco e di pittura sono cadute. Dopo un’attenta osservazione, i tratti della mano destra della donna e il drappeggio della veste, rivelano la postura orante del personaggio.
Quello della donna con le braccia alzate e le palme delle mani rivolte verso il cielo è il modo più semplice con cui l’arte paleocristiana rappresenta l’anima del defunto (spesso un martire) che attende da Cristo la vita eterna. Questa tipologia nel IV e V secolo si trasforma nell’immagine di Maria Vergine Orante, la cui preghiera raggiunge il cielo.
La tradizione locale vuole riconoscere, nella figura femminile ritratta, santa Margherita d’Antiochia; non potendo, tuttavia, leggere nell’affresco i tradizionali attributi iconografici della santa di Antiochia, è difficile esser certi dell’esattezza di quest’attribuzione. Non sono riscontrabili, infatti, né il maphorion rosso bordato d’oro, né la mano destra che regge la croce, né la sinistra aperta e rivolta all’esterno, indicante consacrazione e verginità, né il rosario di perle,1 tutti attributi tradizionali di Santa Margherita.
Margherita, Marina o Pelagia, figlia di un sacerdote pagano, nacque ad Antiochia di Pisidia; educata da una nutrice nella religione cristiana, una volta cresciuta, volle ricevere il battesimo non curandosi dell’ira paterna. Scacciata dal padre, all’età di quattordici anni, la sua bellezza colpì il prefetto Oliario che, manifestando il desiderio di sposarla, la fece rapire. Così Margherita fu portata alla presenza del prefetto che le chiese notizia sulla sua stirpe, nome e religione.
La fanciulla rispose di essere nobile, di religione cristiana e di chiamarsi Margherita. Oliario la invitò ad abiurare la fede cristiana e ad onorare gli dei. Ella lo respinse e, ribadendola sua fede cristiana, rifiutò di onorare gli dei. A causa di ciò fu imprigionata e subì il martirio sotto il regno dell’imperatore Claudio II (268-270). In carcere lottò contro il demonio che si presento sotto l’aspetto di “drago immane e feroce”; ma questi scomparve non appena la fanciulla ebbe fatto un segno di croce. Secondo un’altra tradizione, ritenuta apocrifa dalla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine, Marina fu ingoiata dal drago e ne uscì vittoriosa, squarciandogli il ventre con la croce.2
Questa santa è molto venerata (col nome di Marina) anche dalla Chiesa ortodossa, che ne celebra la memoria il 17 luglio e la invoca contro le febbri malariche. La stessa data è utilizzata nelle regioni meridionali dell’Italia, dove il culto fu probabilmente importato da monaci bizantini durante le persecuzioni iconoclaste.
Santa Margherita d’Antiochia fu espunta dal calendario ecclesiastico nel 1969, non esistendo alcuna prova documentaria della sua esistenza. È possibile, pertanto, che la coscienza locale abbia riconosciuto nell’immagine santa Margherita, a causa della presenza del mostro marino, tradizionale antagonista della Santa, che tuttavia è precedente e non del tutto pertinente.
(aldoplus79@gmail.com)






















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