Esaltazione del liberismo
Il liberismo si afferma ogni giorno di più e sempre con maggiore incisività, in questo 2010 a.d.c. (anno del cavaliere !).
Tocca adesso alla privatizzazione dell’acqua, non più dono del cielo, elemento vitale, ma bene commerciabile. L’acqua diventa proprietà privata, con privati da identificare tra gli amici legati a doppio filo (purtroppo non elettrico) del cavaliere, che provvederanno alla distribuzione capillare, previo pagamento di una bolletta triplicata a fronte dell’attuale gestione pubblica, oltre alla detenzione di un potere ricattatorio senza precedenti “a te fornisco l’acqua e a te la tolgo… metodo squisitamente mafioso“.
E’ stato calcolato che si tratta di un affare di 8/9 miliardi di euro spalmati come costi sull’intera popolazione e, quindi, concentrati su una modesta ma selezionata congrega di farabutti che garantiscono potere al cavaliere (cointeressato attraverso società di comodo inventate dall’esperto avv. Mills).
Ci sarà da decidere che fine farà l’acqua di pozzi artesiani privati, nonché quella raccolta in cisterne da acqua piovana; probabilmente sarà perfezionata una legislazione che prevederà per i proprietari di tali risorse l’accusa di appropriazione indebita.
A quando la privatizzazione dell’aria che, abusivamente, respiriamo, oppure della visione dei panorami che ci offre la natura ?












ancora una volta rosario con la tua consueta incisività hai colto nel segno. questa dell’acqua privatizzata è un’ennesima vergogna nazionale e non sarà l’ultima finchè le cose non cambiano…
E’ già in commissione il progetto per la privatizzazione dei servizi segreti, preannunciata da Maroni, e per le forniture all’esercito.
Intanto si comincia a conoscere il grande sforzo della Gelmini con la sua riforma: in una nazione come l’Italia, che possiede il 75% del patrimonio artistico mondiale, lo studio della storia dell’arte è stato depennato da tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Non ho parole per commentare simili iniziative.
rosario ormai siamo al completo degrado del nostro Paese. ma la quota onesta, sana e civile dell’italia è al limite della sopportazione. fossi nei nostri governanti è un dato che non sottovaluterei, prima che sia troppo tardi
Ci tocca sperare proprio in quel “troppo tardi”… è già accaduto è fu una tragedia.