Una petizione per salvare il polo oncologico di Trapani, i cittadini scendono in piazza
Mobilitazione per mantenere il polo oncologico di Trapani, i cittadini e i medici sono scesi in piazza per raccogliere le firme in una petizione, nel tentativo di salvare il servizio ospedaliero.
A favore della petizione si è già espresso il difensore civico di Castellammare del Golfo, che ha condiviso appieno i motivi che hanno spinto i cittadini ad attuare questo gesto estremo, ribadendo quanto preziosa sia la salute dell’uomo e che un’importante struttura come quella che rischia di chiudere, non si può piegare alla logica scellerata della corsa al risparmio nella spesa della sanità siciliana.
Così si è espresso il vicepresidente dell’Assemblea regionale Siciliana Camillo Oddo sul riordino della rete ospedaliera in provincia di Trapani: “Sarà anche ovvio ma è necessario ribadirlo soprattutto in questa fase. Il diritto alla salute è inalienabile. È un principio fondamentale che regge l’architrave di qualsiasi sistema democratico“.
Il Sant’Antonio Abate è un ospedale di un bacino che copre oltre la metà della popolazione trapanese e di conseguenza non può essere tagliato fuori dallo stanziamento dei fondi per le nuove tecnologie e per il potenziamento dei presidi ospedalieri.
Così ha commentato la vicenda il senatore d’Alì,“Buona l’iniziativa della Commissione Sanità dell’ARS e apprezzamento per l’assessore Russo che sembra orientato ad un ripensamento sul polo oncologico e sul Sant’Antonio Abate. L’azione forte promossa dal territorio ha suscitato la giusta attenzione e la revisione dei piani con maggiore senso di responsabilità verso i cittadini. Auspico che la richiesta della Commissione venga concretizzata al più presto dall’assessore Russo”.






















BTW, quello nella foto non è il Sant’Antonio Abate di Trapani, né la sede moderna, né, ancora più chiaramente, la vecchia sede pre-1968 la cui facciata barocca costò, post mortem, 3000 onze nel 1628 al buon Lazzaro Locadello.