Nasce a Salemi il Museo del Paesaggio, su idea di Napolitano

Nasce a Salemi, la cittadina in provincia di Trapani amministrata da Vittorio Sgarbi, il primo ”Museo del Paesaggio” d’Italia. L’idea e’ maturata durante la visita a Salemi del Capo dello Stato lo scorso 11 maggio, quando proprio nella cittadina siciliana Napolitano inauguro’ la mostra del Fai “Paesaggi d’Italia”.
L’inaugurazione avverra’ sabato alle 17,30 con una mostra del fotografo Luigi Ghirri. Si tratta di una selezione, curata da
Elisabetta Sgarbi e Paola Ghirri, delle foto di quello che e’ stato uno dei piu’ importanti paesaggisti d’Italia. La mostra contempla la proiezione di alcuni fotogrammi tratti dal film “Deserto Rosa” (regia di Elisabetta Sgarbi) e, in una sala attigua, la proiezione integrale del lungometraggio presentato per la prima volta alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.
Sempre sabato, negli spazi espositivi del castello normanno-svevo e in quelli dell’ex Collegio dei Gesuiti, vengono inaugurate le mostre di un primo gruppo di artisti (le altre a settembre) che Sgarbi ha presentato quest’anno al Festival dei Due Mondi di
Spoleto. Salemi rinsalda cosi’ il legame con l’importante festival dopo lo scambio di mostre gia’ sperimentato lo scorso anno.
Il castello normanno svevo ospitera’ le opere di Agostino Arrivabene, Dino Valls e Nicola Samori’, mentre nell’ex Collegio
dei Gesuiti si potranno vedere le opere di Grazia Cucco e Peter Demetz.
In una delle sale dell’Ex Collegio dei Gesuiti sara’ possibile invece visitare una mostra fotografica su Leonardo Sciascia, alla
cui memoria e’ dedicato il Museo della Mafia ospitato negli stessi spazi espositivi.

fonte Italpress

 

Segnala questo post su

Stampa Stampa

BlogSicilia consiglia anche

1 Commento a “Nasce a Salemi il Museo del Paesaggio, su idea di Napolitano”

  1. Iano Monaco scrive:

    IMPREVISTA ARRIVA L’ESTATE, COME OGNI ANNO

    Nella Sicilia dallo Statuto Speciale tutto è speciale nel senso che nulla funziona. Prendiamo l’estate, stagione notoriamente successiva alla primavera: arriva ogni anno come evento imprevisto, imprevedibile e irrimediabile come i terremoti e, come tale, abbisognevole delle cure straordinarie della Protezione Civile più che dell’ordinaria inefficienza della nostra pletorica struttura amministrativa. Succede così che ogni più banale attività di servizio necessaria al turismo (dalla cura e pulizia delle spiagge all’accessibilità dei musei o dei siti archeologici) entri in crisi nonostante la ricca dotazione di personale socialmente (ma inutilmente) impegnato. Nell’ampia casistica di esempi negativi spicca la recentissima, intempestiva, non necessaria chiusura, in via d’urgenza per pericolo di crolli, di tutta la costa della Riserva dello Zingaro, meta estiva di decine di migliaia di turisti, fiore all’occhiello del turismo naturalistico internazionale, iperreclamizzata dalla stessa Regione Sicilia, elemento fondamentale di traino dell’economia della Sicilia occidentale. Mi domando: quale studio geologico e quali prove in loco sono stati condotti per giustificare la chiusura della Riserva? Come hanno sin qui impiegato il loro tempo i responsabili della Riserva senza accorgersi che tanti pericoli incombevano sulla costa? Non potevano accorgersene prima e porvi rimedio per tempo? Conosco ogni sasso ed ogni scoglio della Riserva per averla percorsa più volte in lungo e il largo (fino a ieri) a piedi, a nuoto, in canoa e posso assicurare che pericoli di crolli non ce ne sono. Nella peggiore delle ipotesi, in due o tre punti di limitata estensione e ben individuati (dieci metri a Cala del Varo, inaccessibile da terra; otto metri a Cala Disa; pochi metri nella grotta di Tonnarella dell’Uzzo) potrebbe forse (forse) succedere che qualche piccola pietra possa cadere dall’alto. Per scongiurare ogni possibile rischio, in omaggio alla prudenza più prudente, sarà sufficiente recintare le tre piccole zone suddette con altrettante staccionate di legno e con opportuni avvisi. Temo tuttavia che il problema consista nella preoccupazione di qualche funzionario che le carte siano a posto. Soltanto le carte però.
    Iano Monaco

Lascia un commento

serverstudio webmarketing e design e i-generation