In vigore da oggi il decreto sulle trivellazioni petrolifere

26 agosto 2010 -  Da oggi in vigore il decreto sulle trivellazioni petrolifere offshore: salvo il Santuario dei Cetacei e l’Arcipelago Toscano, a rischio il Canale di Sicilia e Pantelleria, ancora priva dell’Area Marina Protetta.

Pare sia quanto accadrà a seguito dell’entrata in vigore del decreto, ed è spiegato chiaramente da un intervento del vicepresidente dell’associazione del Cigno Verde Sebastiano Venneri, secondo il quale la concessione di ricerca “Elba Sud” di 643 km2, rilasciata alla Puma Petroleum della multinazionale australiana Key Petroleum Ltd, ricadendo nel pieno della zona protetta che include al suo interno le aree protette di Bergeggi, Cinque Terre, Portofino, Secche della Meloria, Asinara, nonchè i i parchi nazionali dell’Arcipelago Toscano e dell’Arcipelago della Maddalena, non potrà più avere alcuna efficacia.

Anche Lega Ambiente Arcipelago Toscano in sua nota richiama il decreto in questione, che, pubblicato mercoledì 11 agosto sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale, entra oggi in vigore.

Esso recita testualmente: “Ai fini di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali, sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare“. E l’Arcipelago Toscano, essendo interamente compreso nel Santuario Internazionale dei Mammiferi Marini dichiarato dall’UE “Area specialmente protetta di interesse mediterraneo”, dovrebbe risultare protetto dalle minacciate trivellazioni.

Lo Stretto di Sicilia e l’isola di Pantelleria invece sono nell’occhio del ciclone. La sua Area Marina Protetta, già prevista dalla legge Quadro sulle Aree Marine Protette del 1991, firmata allora proprio dal compianto Presidente della Repubblica Cossiga, a venti anni di distanza ancora non è stata ufficialmente istituita, ma risulta attualmente presso il Ministero dell’Ambiente ancora in “corso di istituzione”.

Tre anni fa c’è stata una legge che ha istituito addirittura il Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria, che dovrebbe comprendere sia l’area terrestre che quella marina con un unico comitato di gestione.

Legge contestata dalla Regione Siciliana presso la Corte Costituzionale, la quale però, un anno dopo, ne ha confermato la piena validità. Purtroppo gli studi sui fondali intorno all’isola, già avviati nello scorso Gennaio dal Ministero dell’Ambiente, in quanto necessari per definire i confini dell’area marina da comprendere nel Parco Nazional, sono stati sospesi nel Marzo scorso, essendo prossime le elezioni della nuova amministrazione comunale, e, tre mesi dopo le elezioni, ancora sospesi sono…

E per Pantelleria niente Area Marina Protetta, niente Parco Nazionale, ma solo trivelle in funzione a poche miglia dalle sue coste… Basteranno processioni di barche, corone di fiori, e No Trivella Day, a salvare la Perla Nera e il suo mare dalle incombenti minacce delle Maree Nere ?

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