Un centinaio di persone hanno manifestato davanti alla Prefettura

A Trapani la protesta degli ex operatori di Multimedia Center

call-center

28 settembre 2010 -  Chiedono atti concreti riguardo alla cassa integrazione in deroga che è stata concordata a Palazzo Chigi quattro mesi fa, mentre temono il definitivo fallimento dell’azienda Multimedia Planet, dove lavoravano fino a dicembre dell’anno scorso e dove ancora sperano di poter tornare in servizio con una eventuale nuova gestione.

Su queste basi, un centinaio di ex operatori del call-center trapanese di Multimedia Planet, ha manifestato questa mattina davanti la Prefettura di Trapani. “Chiediamo che il Governo onori l’impegno sottoscritto lo scorso 4 maggio presso il Ministero del Lavoro, predisponendo i decreti che ci permetteranno di ricevere le indennità dei dodici mesi previsti per la cassa integrazione guadagni in deroga”.


Lo afferma una portavoce dei manifestanti, Bice Pappa, aggiungendo che “il Governo, come sottoscritto nel documento stilato dopo l’incontro con i sindacati e una delegazione di lavoratori del gruppo Phonemedia (che comprende la Multimedia Planet, ndr), porti a compimento anche un altro impegno, sollecitando e sensibilizzando le grandi committenze, come Telecom, H3G, Vodafone e Sky, a non desertificare un territorio come quello trapanese”.

In questa direzione, i lavoratori del call-center ricordano che “a Trapani esistono una infrastruttura e le professionalità necessarie per poter riavviare un’attività di call-center”. L’azienda, tuttavia, resta attualmente sotto il controllo della magistratura.

“La Procura di Catania ha posto sotto sequestro i beni mobili e immobili del gruppo Phonemedia intravedendo il reato di truffa ai danni dello Stato – ricordano i rappresentanti sindacali di categoria della Cigl e della Cisl che sostengono la vertenza da quasi un anno – e in questa situazione il commissario giudiziale dell’azienda è orientato verso il fallimento, piuttosto che verso la riattivazione del call-center”.

“Se non si sblocca questa situazione a livello giudiziale – sottolinea il segretario provinciale della Slc Cgil, Massimo Trentacoste – non ci sarebbe la disponibilità dei mezzi e sarebbe difficile ripartire”.

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