I carabinieri dei comandi provinciali di Trapani e Palermo stanno eseguendo un provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica, e hanno arrestato, l’armatore Ettore Morace, il deputato regionale Girolamo Fazio e il funzionario della Regione Siciliana Giuseppe Montalto.

L’accusa è di corruzione. Secondo le indagini ci sarebbero tangenti sui fondi riguardanti il trasporto marittimo a Trapani al centro dell’inchiesta.

Ettore Morace è figlio del patron del Trapani calcio Vittorio, entrambi proprietari della compagnia di traghetti Liberty lines. Morace è finito in carcere.

Il deputato regionale Girolamo Fazio, ex esponente di Forza Italia, ora al Gruppo misto all’Ars. Fazio è candidato a sindaco di Trapani alle prossime amministrative si trova ai domiciliari.

Giuseppe Montalto è il segretario particolare dell’assessore alle infrastrutture Giovanni Pistorio. Il suo era un ruolo politico non essendo dipendente della Regione e da due anni è di fatto io braccio destro di Pistorio. Anche lui è ai domiciliari.

E’ bufera sulla campagna elettorale di Trapani, un altro provvedimento della magistratura colpisce anche l’altro candidato del centrodestra, Fazio.

Ieri un altro candidato, il senatore di Fi Antonio D’Alì, processato per concorso in associazione mafiosa e assolto, aveva annunciato la sospensione della campagna dopo aver saputo che la Dda aveva chiesto per lui il soggiorno obbligato.

Fazio è stato sindaco di Trapani fino al 2012. E’ un imprenditore del settore vinicolo. Ex alleato del senatore Antonio D’Alì, ora suo concorrente alle prossime amministrative, ha poi lasciato Forza Italia.

L’inchiesta ruoterebbe attorno a tangenti su fondi per il trasporto marittimo. La famiglia Morace, da sempre vicina a Fazio, gestiva la compagnia di traghetti Ustica Lines da cui è nata la Liberty Lines che collega Trapani alle isole minori. La moglie del patron della compagnia, Vittorio Morace, padre dell’arrestato è nella lista degli assessori designati da Fazio.

L’operazione è coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia.