A poco più di venti giorni dall’appuntamento elettorale per il rinnovo di amministrazione e consiglio comunale,  la situazione che si vive a Trapani è incandescente.

Il primo scossone è arrivato ieri quando il senatore di Fi, Antonino D’Alì, ha comunicato di avere momentaneamente sospeso la campagna elettorale come candidato sindaco. L’esponente di Forza Italia ha fatto sapere di avere ricevuto, da parte del Tribunale  di Palermo, la notifica di una misura di prevenzione per obbligo di soggiorno nel comune di residenza da discutere nel prossimo mese di luglio, perché ritenuto ‘socialmente pericoloso”.

L’altro choc sulla campagna elettorale è giunto poche ore fa quando si è appreso dell’indagine che coinvolge un altro candidato alla poltrona di primo cittadino, il parlamentare regionale Mimmo Fazio, già sindaco di Trapani, finito ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta che riguarda anche uno degli imprenditori più potenti della Città del sale, l’armatore Ettore Morace.

Fazio, eletto all’Ars con la lista del defunto Pdl e poi transitato al Gruppo misto, è rimasto comunque nell’alveo del centrodestra e ha presentato la propria candidatura a sindaco in antitesi a quella del senatore D’Alì. Fra i due, in questi anni, non sono mancati gli scontri e in città  è opinione diffusa che il voto dell’11 giugno sarebbe la resa dei conti.

Va detto poi che la candidatura di Fazio era già arrivata sul filo di lana. La Commissione elettorale ha accettato la sua candidatura due giorni fa. Nei giorni scorsi, infatti, il Tar aveva rigettato il ricorso avverso le delibere del Consiglio comunale che dichiaravano Fazio decaduto, “per incompatibilità”, da consigliere e quindi incandidabile.

Il Tar, tuttavia, ha rigettato il ricorso per “difetto di giurisdizione”, ritenendo competente il giudice ordinario. Il Tribunale di Trapani, sulla vicenda, però, si è già espressa favorevolmente a Fazio e pertanto non c’erano ostacoli alla sua candidatura.

Fazio  ha organizzato cinque liste (Uniti per il futuro, Lista per Fazio,  Progetto per Trapani, Trapani tua, Io ci sono), tre invece per Antonio D’Alì (Forza Italia, Psi, Per la grande città).

Gli altri candidati  in competizione sono l’esponente del Movimento 5 Stelle, Marcello Maltese,  Giuseppe Marascia appoggiato da ‘Città a misura d’uomo’ e il candidato del Pd, Piero Savona, sostenuto oltre che dai dem anche dalle liste Cittadini per Trapani e Trapani svegliati.

La corsa va avanti, certo, ma a Trapani c’è grande confusione e certamente nessuno dimenticherà questa campagna elettorale.

MUSUMECI: “SERVE PROVVEDIMENTO PER RINVIARE ELEZIONI”

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