lo rivela trapaniok.it

La Cassazione 'manda' Giulia Adamo sotto processo

giulia adamo

26 gennaio 2012 -  Secondo il giornale online Trapaniok.it, Il capogruppo dell’Udc all’Ars, Giulia Adamo, torna nuovamente sotto processo per la vicenda del Convitto per audiofonolesi di Marsala, per la quale nel 2008 era stata assolta dal Tribunale di Trapani “perché il fatto non sussiste”.

La Corte Suprema di Cassazione, scrive il quotidiano online, accogliendo il ricorso del sostituto procuratore Franco Belvisi, ha infatti annullato la sentenza di assoluzione rinviando la Adamo a nuovo giudizio e ad altra sezione della Corte d’Appello di Palermo.

I fatti risalgono a quando la Adamo ricopriva la carica di presidente della Provincia di Trapani. L’esponente Udc avrebbe chiesto al dirigente scolastico regionale la sostituzione del rettore del Convitto con una persona di sua fiducia. A tal fine, la Adamo avrebbe minacciato di interrompere i finanziamenti provinciali all’istituto. Il rettore non venne sostituito e i finanziamenti della Provincia per l’anno 2004 non furono erogati. L’allora presidente della Provincia spiegò che il suo intervento mirava alla nomina di un rettore trapanese al fine di tutelare il territorio provinciale.


Spiegazioni che non convinsero i giudici che rinviarono a giudizio la Adamo contestandole il reato di concussione. I pm chiesero una condanna a tre di reclusione, ma il 24 luglio del 2008 arrivò la sentenza di assoluzione.

“Attendo serenamente di conoscere le motivazioni della Corte Suprema di Cassazione che ha annullato la sentenza di assoluzione nei miei confronti”, afferma in una nota il deputato regionale Giulia Adamo dopo la decisione della Corte di Cassazione ha cancellato la sentenza che aveva visto assolta l’ex presidente della Provincia Regionale di Trapani per la questione legata all’istituto per audiofonolesi.

“I fatti a me contestati – ha sottolineato l’esponente dell’Udc – sono stati ampiamente sviscerati nel corso di due processi. Sia in primo grado che in Appello sono stata assolta dall’accusa di concussione “perché il fatto non sussiste”. Nel corso del dibattimento – aggiunge – è peraltro emerso che ho agito nell’interesse pubblico e dei bambini audio fonolesi affinché avessero un buon servizio. Resto comunque fiduciosa nell’operato della magistratura”.

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