Il lupo perde il pelo ma non il vizio. E a volte nemmeno quello. Lo sa bene una signora di Marsala, moglie del titolare di una macelleria nel paese trapanese, che dopo le tante scappatelle subìte, ha deciso di meditar e trovar vendetta.

La vicenda, riportata  dal sito Pushnews.org e ripresa da Vivimarsala.com, risale a pochi giorni fa e ha inizio con una telefonata a ora di pranzo. “Non torno a casa, resto a lavorare”, si è sentita dire la signora dal marito 50enne. Ma l’uomo non aveva fatto i conti con una donna che troppe ne aveva sopportato per non sentir odore di menzogna.

Così, chiavi del negozio in una mano e pistola detenuta regolarmente dal marito nell’altra, ha raggiunto l’amato consorte. Al suo arrivo senza far rumore, la donna ha potuto cogliere in flagrante l’uomo con l’amante, una marsalese di soli 22 anni: prima le urla e le oscenità proferite durante l’atto, poi la visione del misfatto sul tavolo in acciaio di un retrobottega vietato ai minori.

I due amanti, nell’impeto del rapporto, avvistata la terza incomoda anziché fermarsi l’hanno invitata a partecipare all’impresa sessuale. A quel punto, la signora non ha retto: impugnata l’arma del marito (la pistola di cui sopra, per intendersi), la moglie ha minacciato i due, ancora senza vestiti, costringendoli ad entrare nella cella frigorifera e bloccando la porta. Una soluzione rapida ed efficace per raffreddare i bollenti spiriti.

Quaranta minuti dopo – trascorsi a una temperatura di 4° – e con i rinchiusi dall’aspetto cianotico, la donna ha aperto la porta. Ma, a dispetto delle aspettative, nessun gesto di umanità, considerato che il marito si è visto rovesciare addosso un’abbondante secchiata di acqua fredda che l’ha messo ko. Dopo il crollo a terra dell’uomo, la donna ha tirato fuori i due amanti prima che fosse troppo tardi e ha chiamato i soccorsi.

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