“All’epoca  della scomparsa di Denise ero già  divorziato da Anna Corona. Avevo  lasciato casa già un paio d’anni  prima della nascita della bambina, per il brutto carattere di mia  moglie: gridava, diceva parolacce,  rompeva sedie. Due volte sono  andato via di casa. La seconda  volta dopo che mi puntò il  coltello alla gola. Me ne andai ad  abitare da mia madre”.

È iniziata  così, davanti al Tribunale di  Marsala, la testimonianza di Piero  Pulizzi, 52 anni, autista, padre  naturale di Denise Pipitone, la  bambina scomparsa da Mazara del  Vallo (TP) l’1 settembre 2004,  quando aveva poco meno di quattro anni.

Gli imputati sono la sorellastra  di Denise, Jessica Pulizzi, 24  anni, figlia di Piero e Anna  Corona, accusata di concorso in  sequestro di minorenne, e il suo  ex fidanzato, Gaspare Ghaleb, 26  anni, italo-tunisino, che deve  difendersi dall’accusa di false  dichiarazioni al pubblico  ministero.

Alla domanda del pm Giacomo  Brandini sui motivi dei litigi con  l’ex moglie, Pulizzi ha risposto: “Mi sono reso conto che Anna  Corona non era la persona che  credevo. Ho capito che quando  c’era qualche ragazza che le  piaceva, le dava più attenzione.  Caddi in depressione e Giacoma  Maggio, che conobbi perchè era  amica della mia ex moglie, mi  faceva dei massaggi  antidepressivi. Poi ho conosciuto  Piera e nacque un’amicizia. Il  nostro rapporto sentimentale  iniziò verso la fine del 1998,  circa 9 mesi dopo la mia  separazione da Anna Corona, che  poi, per questo, iniziò con le  minacce”.  

“Fu Giacoma  Maggio – prosegue – a dirmi, al telefono, che  era scomparsa Denise. Mi disse di  chiamare Piera, affinchè questa  chiamasse la polizia. La prima  cosa che ho fatto è stata quella  di cercare a casa mia, in via  Valdemone, perchè mia figlia  Jessica, sulla quale avevo i  principali sospetti, quando  litigava con sua madre veniva ad  abitare con me”.

“Ho guardato anche dentro il pozzo – ha aggiunto, ricostruendo  la mattina della scomparsa di Denise -. Quindi, con Pino Pace, sono andato a vedere dove lavorava Anna Corona, che spesso andava in  giro con una mia foto da piccolo  per far vedere a tutti che Denise  mi somigliava. Non mi sarei mai  aspettato che qualcuno potesse  fare una mostruosità del genere.  Ho cercato anche presso i rom che  erano a Mazara del Vallo. Ma ho  sospettato anche del marito di Piera Maggio, come lui forse sospettava di me”.