
12 luglio 2011 - Vivere e perpetuare se stessi, attraverso tutti i mezzi, compresa la parola. Sfuggire alla morte che tutto cancella. Evitare di parlarne, nasconderla, sino a considerarla qualcosa di estraneo alla esperienza umana.
È questo il filo conduttore di “The End “, seconda rappresentazione in scena questa sera in occasione della XXX edizione delle Orestiadi di Gibellina.
Lo spettacolo, scritto da Valeria Raimondi ed Enrico Castellani, prodotto dalla compagnia veronese Babilonia Teatri (in collaborazione con Crt – Centro di Ricerca per il Teatro, OperaEstate Festival Veneto, Santarcangelo 40 e con il sostegno di Viva Opera Circus) è una pièce sulle ragioni profonde che portano l’uomo, di fronte al timore della morte, a vivere la vita in maniera esasperata. Nutrendo il mito dell’eterna giovinezza, da cui scaturisce una profonda illusione.
Un tabù con il quale ci relazioniamo con l’ansia tipica di chi, volendo evitare l’ineluttabile comprende alla fine, che alle leggi di natura non è possibile opporsi.
“Si rappresenta l’uomo come oggetto di lavoro ed elaborazione – dice Claudio Collovà, direttore artistico delle Orestiadi – . The end non è altro che una riflessione sulla rimozione della morte e sulla sua elaborazione collettiva, come assenza di pensiero o forse vera e propria dimenticanza. S’incide forse la più importante rimozione compiuta dall’Uomo su se stesso, nell’illusione che vivere sia essenzialmente negare la morte”.
Lo spettacolo andrà in scena al baglio di Stefano di Gibellina alle 21,15.
Sul palcoscenico di Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Ilaria Dalle Donne, Luca Scotton.
Scene di Gianni Volpe, luci e audio di Luca Scotton, costumi di Franca Piccoli
Tornano le Orestiadi di Gibellina Uomo e memoria per ricostruire
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uovo d un ora,pan d un di,vin d un anno,pesce di dieci,Amigo di trenta...
@niki quindi la soluzione è 100 anni di castellucci? Nessun al altro privato, nessuna altra alternativa in 100 anni. So...
bellissima interpretazione, politica eccelsa portiamo orlando!...
La morte è l’unico sincero e affidabile consigliere: è sempre alla tua sinistra e ti dice di non abbatterti quando ti va male perché ella ti prenderà; ma ti dice pure che forse puoi ancora cambiarla la tua sorte. Ti dice: non ti ho ancora toccato.