Una lettera aperta per chiedere scusa ai trapanesi, invitarli a non votarlo più e per scusarsi con i candidati delle sue liste, quelle che lo hanno appoggiato e che probabilmente non potranno ricoprire il ruolo che spetterebbe loro in consiglio comunale.

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Così il deputato regionale Mimmo Fazio, ex sindaco di Trapani nonchè candidato a ricorpire di nuovo quell’incarico che partecipa al ballottaggio del prossimo 25 giugno, ha annunciato in conferenza stampa “la decisione irrevocabile di abbandonare la competizione elettorale e di dimettersi da deputato regionale”. Fazio ha aggiunto che se nonostante ciò “dovessi essere eletto rinuncerei all’incarico”.

Sulla sua scelta, maturata nel tempo dopo l’arresto nell’inchiesta Mare Monstrum, pesa il fatto di non poter rappresnetare la città come merita avendo sulla testa una spada di damocle pendente, quella dell’inchiesta.

Fazio quindi rimane uno dei due candidati al ballottaggio anche se invita la città a non votarlo. Questo perchè la legge non prevede in nessun caso che un candidato al ballottaggio possa lasciare la competizione. non è previsto alcun subentro di un eventuale terzo in competizione escluso. Ma se anche fosse stato previsto difficilmente Fazio avrebbe lasciato spazio al suo ex amico ed oggi acerrimo nemico Antonio D’Alì.

Dunque non può ritirarsi formalmente e resta in corsa. Si dimetterà, invece, da deputato regionale. Questo probabilmente per evitare ‘ritorsioni’ dal mondo giudiziario vista la richiesta di revoca della scarcerazione avanzata dalla procura all’indomani del suo successo nella corsa a sindaco, almeno parziale, visto che gli elettori lo avevano, comunque, mandato al ballottaggio.

Si va verso il primo sindaco eletto indirettamente da una Procura, quel Piero Savona del Pd dato per outsider e graziato dall’anomala situazione trapanese.

Ma perchè Savona diventi veramente sindaco i trapanesi dovranno votarlo perchè la rinuncia di Fazio è solo mediatica. Teoricamente dalle urne potrebbe uscire eletto proprio lui: Mimmo Fazio. Se così fosse ha già annunciato che si dimetterebbe e dunque per Trapani si profilerebbe un commissariamento seguito da elezioni alla prima mtornata utile. Forse a novembre insieme alle regionali o a febbraio con le politiche (se non si terranno prima) ma non è detto che a quel punto a qualcuno non possa venire in mente di prolungare questo commissariamento per evitare eventuali ‘voti inquinati’.

Ironia della sorte con le dimissioni di Mimmo Fazio in questos corcio di legislatura all’ars entra Stefano pellegrino al suo posto. Si tratta di un avvocato noto a Trapani che fra i suoi clienti annovera il senatore Tonino D’Alì