E’ un vero e proprio terremoto l’inchiesta Mare Monstrum della procura di Palermo che ha portato i carabinieri ad arrestare l’armatore Ettore Morace, il deputato Girolamo Fazio candidato a sindaco di Trapani e il segretario particolare dell’assessore regionale alle Infrastrutture Giuseppe Montalto. Ma non sono stati solo gli arresti a fare scalpore.

Durante la giornata di ieri si è appreso di avvisi di garanzia al sottosegretario a Infrastrutture e Trasporti Simona Vicari, all’ex deputato e candidato a Palermo Marianna Caronia, ma anche al Presidente della Regione Rosario Crocetta, al suo ex segretario e fedelissimo oggi presidente dell’Ast Massimo Finocchiaro.

Una inchiesta che non ha guardato in faccia nessuno e nella quale si parla di assunzioni e regali in cambio di appoggi a vari provvedimenti sia nazionali che regionali, di gare gonfiate e personaggi politici contatti tanto a destra, quanto a sinistra quanto 5 stelle, tanto in ambiente politico tradizionale quanto in ambiente di antimafia.

La Vicari si è dimessa respingendo le accuse, mentre questa mattina si è appreso che la Procura ha chiesto l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni a carico di Morace che riguardano proprio la Vicari negano ogni coinvolgimento i 5 stelle che mostrano i video della riunione di commissione incriminata che smentiscono i fatti raccontati nell’’inchiesta, respingono le accuse ma non si dimettono i politici dell’antimafia dal Presidente Crocetta in poi.

Ma la domanda che serpeggia oggi riguarda gli scenari che potrebbero disegnarsi. A Trapani due candidati sindaco su 4 sono al centro di inchieste e si tratta dei due favoriti. Fazio è ai domiciliari e i suoi potrebbero scegliere di non votare affatto, D’Alì, raggiunto due giorni fa da un obbligo di soggiorno, mediterebbe di riprendere la campagna elettorale sottolineando la singolarità del provvedimento giudiziario nei confronti di un assolto proprio all’indomani della candidatura ma la prefettura sta analizzando se chiedere al Viminale di sospendere le elezioni nel capoluogo siciliano. Intanto questa mattina a Trapani sono perfino comparse scritte a sostegno di Morace.

A livello regionale la situazione determinatasi potrebbe avere due effetti opposti. Crocetta starebbe riflettendo se frenare sul rimpasto che stava preparando per gli ultimi mesi di legislatura essendo stato lui stesso raggiunto da un avviso ma chi gli è vicino opta invece per la soluzione opposta, ovvero un Presidente pronto a rilanciare, togliere tutti gli assessori e dar vita al governo del presidente nel più breve tempo possibile eliminando qualsiasi sospetto che possa venire da assessorato toccati dall’inchiesta che non riguarda solo le infrastrutture ma anche il ruolo, da deputato trapanese, dell’assessore alla sanità Baldo Gucciardi.

Una scelta difficile da prendere, ma Crocetta non è certo intenzionato a dimettersi.

Già ieri il dirigente generale della regione Fulvio Bellomo da cui è partita l’inchiesta aveva detto chiaramente che con Crocetta i costi degli appalti per i collegamenti con le Isole erano stati ridotti. Ma la procura non sembra avere intenzione di fare passi indietro anche se questa inchiesta ha aspetti e margini ancora tutti da definire