La famiglia Morace e, verosimilmente, tutti i tifosi del Trapani difficilmente dimenticheranno la notte appena trascorsa. Potrebbe sembrare scontato e troppo facile, accostare l’arresto di Ettore Morace e la retrocessione in LegaPro del Trapani, ma in questo caso è assolutamente inevitabile.

Si perchè, come già successo a Catania, l’andamento sportivo di una società calcistica è strettamente correlato alle vicende dei suoi proprietari: questo non vuol dire che il Trapani sia retrocesso per i problemi legali del figlio del suo proprietario, ma la concomitanza degli avvenimenti è decisamente particolare.

La questione è intracata e tutto è strettamente correlato. Ettore Morace è stato arrestato insieme all’ex sindaco Mimmo Fazio, proprio lui che qualche anno addietro riuscì a convincere l’armatore Vittorio Morace a diventare proprietario della società calcistica granata.

Un’operazione vincente, se è vero che il Trapani in pochi anni è passato dai campi polverosi dell’Eccellenza ai vertici della Serie B, ha sfiorato la promozione nella massima serie e ha giocato match importanti in Coppa Italia come quello di San Siro contro l’Inter. Un miracolo sportivo, non v’è dubbio. Un sogno che si è spento in appena un anno.

Sulle questioni legali sarà la magistratura a fare chiarezza, su quelle sportive l’analisi è difficile, ma non può prescindere dall’allontanamento da Trapani e dalle faccende aziendali del patron Vittorio Morace che, da qualche mese, si è trasferito in Spagna. Evidentemente qualcosa si è rotto, anche perchè nel frattempo la società granata ha perso un’altra ‘anima’ fondamentale, il direttore sportivo Daniele Faggiano che è andato prima a Palermo e poi a Parma.

Facile chiedersi se dopo la retrocessione in Legapro ( e tutto ciò che economicamente ne consegue ) e con l’inizio dei problemi legali, la famiglia Morace avrà la voglia e la forza di continuare a occuparsi delle vicende del Trapani calcio.